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La cassa

Riconciliazione bancaria: cos’è e come farla senza impazzire fra estratto conto e fatture

La redazione di ControllIA · pubblicato il · aggiornato il · 5 min di lettura

In breve

La riconciliazione bancaria è il controllo che mette d’accordo l’estratto conto e le fatture: per ogni bonifico ricevuto o pagato si trova la fattura, o le fatture, che chiude. Serve a sapere chi ti deve ancora pagare, chi devi pagare tu, e a non pagare due volte la stessa fattura.

Perché i conti non tornano da soli

Sulla carta è semplice: il cliente riceve la fattura, fa il bonifico, e il bonifico ha lo stesso importo della fattura. Nella realtà succede spesso qualcos’altro:

  • Un bonifico paga più fatture insieme, e la causale non dice quali.
  • Una fattura si paga in più rate, magari di importi diversi.
  • Il numero della fattura nella causale è scritto male, a metà, o non c’è.
  • Il cliente scrive il suo numero di protocollo, non il tuo numero di fattura.
  • Il nome che compare in banca non è la ragione sociale: una sigla, il nome del titolare, la banca di un gruppo.
  • Le bollette e gli addebiti diretti arrivano in un solo movimento per più documenti.
  • Il bonifico arriva con qualche euro in meno: commissioni, arrotondamenti, uno sconto concordato a voce.

La causale di un bonifico SEPA ha posto per 140 caratteri: chi paga decide che cosa scriverci, e spesso scrive poco.

Come farla a mano, passo passo

  1. Prepara l’elenco delle fatture ancora aperte, di clienti e fornitori, con importo e scadenza.
  2. Per ogni movimento della banca cerca prima il numero della fattura nella causale: se c’è, è l’indizio più forte.
  3. Se non c’è, cerca chi paga e l’importo: lo stesso cliente con una fattura aperta dello stesso importo.
  4. Se l’importo è la somma di più fatture dello stesso cliente, prova le combinazioni.
  5. Se resta un dubbio, chiedi al cliente: è più veloce che indovinare.
  6. Quando l’importo non torna, segna la differenza e il motivo (commissione, sconto, acconto): una differenza lasciata in sospeso diventa un mistero a fine anno.
  7. A fine mese, le fatture scadute senza un bonifico sono la lista dei solleciti.

Quando chi paga non dice quale debito sta pagando, il codice civile (articolo 1193) dà un ordine: prima i debiti scaduti; fra più debiti scaduti, quello meno garantito; poi il più oneroso; e, fra debiti uguali per tutto il resto, il più antico. Fra le fatture di un fornitore, di solito vuol dire la più vecchia ancora aperta.

Un esempio

Un cliente inventato, Rossi Srl, ha tre fatture aperte. In banca arrivano due bonifici.

Numeri d’esempio

Tre fatture e due bonifici

Fatture aperte: FT 118/2026 da 1.220,00 €, FT 125/2026 da 1.830,00 €, FT 131/2026 da 610,00 €. Primo bonifico: «BONIFICO DA ROSSI SRL FT 125/2026», 1.830,00 €. Secondo bonifico: «BONIFICO DA ROSSI SRL SALDO FATTURE», 1.830,00 €.

Tre fatture e due bonifici
BonificoChe cosa chiudePerché
primo, 1.830,00 €FT 125/2026il numero della fattura è nella causale
secondo, 1.830,00 €FT 118/2026 e FT 131/20261.220,00 + 610,00 = 1.830,00 €, e sono le sole fatture ancora aperte di Rossi Srl

Il secondo bonifico, da solo, si poteva leggere in due modi: 1.830,00 € è anche l’importo della FT 125/2026. Si scioglie il dubbio solo perché il primo bonifico l’ha già chiusa. Per questo si parte dai movimenti che hanno il numero in causale, e solo dopo si guardano gli importi.

Due abitudini che fanno risparmiare tempo

  • Chiedi ai clienti di scrivere nella causale il numero della fattura, tutto intero. Una riga in fondo alla fattura basta.
  • Tieni una regola per ogni nome strano che compare in banca: «quando leggi R.S. SERVIZI, è Rossi Servizi Srl». Dopo poche settimane i nomi sconosciuti diventano rari.

Come la aiuta un programma

Un programma non fa niente di magico: fa gli stessi passi, su tutti i movimenti, senza stancarsi. La differenza vera è che ti propone gli agganci e tu li confermi: non chiude niente da solo.

In ControllIA

ControllIA ti propone un aggancio quando l’importo torna esatto e il bonifico arriva vicino alla scadenza. Con una fattura sola basta questo. Con la somma di due, tre o quattro fatture di fila dello stesso cliente serve di più: o la causale le nomina tutte, o chi paga è riconosciuto e le fatture scadono a una settimana al massimo l’una dall’altra. Se le fatture possibili sono più d’una, sceglie quella il cui numero è scritto per intero nella causale. Per una fattura sola la proposta è «sicura» quando riconosce chi paga, anche con le regole di «Chi paga», e «probabile» quando no. Tu confermi, e c’è «Annulla». Un bonifico con qualche euro in meno non riceve proposte: lo agganci tu, e le fatture scadute senza un bonifico restano nell’elenco da agganciare a mano.

Gli errori più comuni

  • Agganciare guardando solo l’importo: due fatture con lo stesso importo sono più comuni di quanto sembri.
  • Chiudere a occhio senza segnare la differenza.
  • Dimenticare le note di credito, che abbassano quanto il cliente ti deve.
  • Lasciare tutto a fine anno: dopo dodici mesi nessuno si ricorda più che cosa pagava un bonifico.

Domande frequenti

Ogni quanto va fatta la riconciliazione bancaria?

Ogni volta che carichi l’estratto conto, di solito ogni settimana o ogni mese. Più passa il tempo, più è difficile ricordare che cosa pagava un bonifico.

Che cosa faccio se un bonifico paga più fatture?

Cerca fra le fatture aperte dello stesso cliente quelle che, sommate, danno l’importo del bonifico. Se le combinazioni possibili sono più di una, chiedi al cliente quali sta pagando.

Riconciliazione e prima nota sono la stessa cosa?

No. La prima nota è l’elenco dei movimenti, ognuno con la sua categoria. La riconciliazione collega quei movimenti alle fatture, e dice quali fatture sono pagate e quali no.

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